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Ortofrutta e salute
LA PIRAMIDE DELLA SALUTE

Seguendo un modello iconografico americano, per comunicare in modo immediato i criteri fondamentali di una dieta corretta si è scelta una piramide: per i cibi alla base della piramide per i cibi alla base della piramide la frequenza di consumo deve essere più elevata, e diminuire andando verso l'apice. Lo stesso modello è stato utilizzato per rappresentare la dieta mediterranea, quello stile alimentare proprio della nostra tradizione, che oggi però tendiamo ad abbandonare.
Alessandra Bordoni
Università di Bologna, Campus di Scienze degli Alimenti


Da Il Divulgatoren.1/2010 EDUCAZIONE ALIMENTARE

L’alimentazione, o meglio l’alimentazione corretta, è argomento di grande attualità. Corretta alimentazione per prevenire le malattie, per rimanere sani, per una migliore prestazione fisica, per invecchiare bene… Ma qual è l’alimentazione corretta?
È veramente chiaro il significato di tanti messaggi che vengono dati alla popolazione ed ai consumatori circa il modo di nutrirsi in modo adeguato?
Ad esempio, in molti conoscono la piramide alimentare, ma tutti sanno cosa significa? Perché è una piramide e non, ad esempio, un cubo? Il messaggio iconografico è molto chiaro: la piramide rappresenta l’alimentazione corretta, ed ha alla base gli alimenti che devono essere consumati con maggiore frequenza, frequenza che si riduce man mano che ci si sposta verso l’apice.
La piramide alimentare è un’idea americana, ma è una facile indicazione per tutte le popolazioni. In origine, alla base della piramide (fig. 1) si trovavano gli alimenti a base di cereali, ricchi di amidi. Seguivano, nel gradino superiore, frutta e verdura, e quindi gli alimenti di origine animale (carne, pesce, uova, latte e derivati). Sulla punta della piramide, da consumare con parsimonia, i grassi da condimento e gli alimenti dolci, ricchi di zuccheri semplici.
L’attività fisica diventa basilare
Poi la piramide è cambiata (fig. 2): sono rimaste la forma e il significato ad essa legato, ma nuove conoscenze nell’ambito della scienza dell’alimentazione hanno determinato alcune modifiche al suo interno.
In primo luogo alla base della piramide non è stato posto un alimento, ma un’indicazione di stile di vita: attività fisica quotidiana. Questo è importante, in particolare per il controllo del peso corporeo. Infatti, per non aumentare di peso, noi dobbiamo condurre una dieta normocalorica, ossia dobbiamo introdurre con gli alimenti un numero di calorie pari a quelle che consumiamo. Ovviamente maggiore è la nostra attività fisica (intesa non come attività sportiva, ma come ogni attività che coinvolga la massa muscolare), maggiore è il consumo energetico e quindi il numero di calorie che possiamo introdurre, pur mantenendo la nostra alimentazione normocalorica. Se la nostra attività fisica è molto ridotta abbiamo due possibilità:
1) riduciamo parimenti l’introduzione di energia e quindi di alimenti; oltre un tanto, però, questo diventa molto difficile e si rischia di introdurre non solo meno calorie, ma anche meno nutrienti e di avere, pertanto, un’alimentazione sbilanciata;
2) non riduciamo a sufficienza l’introduzione di energia attraverso gli alimenti e quindi aumentiamo di peso.
Il secondo gradino della “nuova” piramide è condiviso dagli alimenti a base di cereali, però integrali, e dagli oli, il cui contenuto in acidi grassi mono- e polinsaturi si è dimostrato protettivo verso molte patologie. Sul terzo gradino frutta (2-3 porzioni al giorno) e verdura in abbondanza, tornando quindi al concetto di “almeno 5 volte al giorno”.
Quindi compaiono i frutti oleosi, anch’essi fonte di importanti acidi grassi insaturi, e i legumi, purtroppo molto spesso dimenticati ma ottima fonte di tanti nutrienti.
Più in alto, perciò da consumare con maggiore parsimonia, troviamo gli alimenti di origine animale e quindi, a condividere l’apice, la carne rossa e il burro, gli alimenti a base di cereali raffinati (non integrali) e i dolci.
La dieta mediterranea in chiave moderna
Seppure non completamente condivisa da tutti nutrizionisti, la nuova piramide alimentare rispecchia, ancor più della vecchia, la cosiddetta “dieta mediterranea”.
Ma cosa si intende precisamente per dieta mediterranea? Si tratta di un termine molto conosciuto ma spesso altrettanto frainteso. Non esiste un’unica dieta mediterranea, ma tanti tipi di alimentazione caratteristici dei paesi dell’area del Mediterraneo, che, seppur diversi, hanno importanti tratti in comune, ossia:
1. utilizzo di farine integrali;
2. uso quasi esclusivo di olio (spesso di oliva) come grasso di condimento;
3. abbondante consumo di frutta e verdura, anche come ingrediente base di molte ricette;
4. presenza di grosse quantità di legumi;
5. consumo relativamente basso di alimenti di origine animale, ma elevato consumo di pesce.
Perché la dieta mediterranea è così importante?
Perché molte ricerche e studi epidemiologici hanno hanno dimostrato che le popolazioni che seguono questo concetto alimentare hanno una maggiore longevità e un minore rischio di ammalarsi di molte importanti patologie, quali i tumori e le malattie cardiovascolari.
L’Italia è in questo senso un paese fortunato, perché la dieta mediterranea è insita nella nostra cultura e tradizione. Purtroppo, però, sempre di più la dieta degli italiani, e in particolare delle nuove generazioni, si va sempre più discostando dal concetto mediterraneo per avvicinarsi a una dieta occidentale, ricca di grassi animali, di alimenti dolci, di cereali raffinati, e più povera di frutta e verdura, di cereali integrali, di pesce, di legumi.
Occorre quindi tornare sui nostri passi, e rimodellare la nostra alimentazione su quella mediterranea.
Una dieta mediterranea “moderna” però, che tenga conto della modificazioni dello stile di vita.
Proprio per favorire il ritorno alla nostra tradizione alimentare, pur in chiave attuale, l’Istituto Nazionale di Ricerca su Alimenti e Nutrizione ha presentato nel novembre 2009 la “piramide della Dieta Mediterranea moderna” (fig. 3). Questa piramide fornisce a tutti i consumatori delle chiare indicazioni, nel senso non solo di qualità, ma anche di quantità (porzioni) degli alimenti da introdurre per mantenersi in uno stato di benessere ottimale.
Messaggi chiari e accattivanti
La relazione tra il modo in cui ci alimentiamo e nostra salute, presente e futura, è scientificamente più che assodata. Occorre quindi lanciare un messaggio chiaro, in particolare alle nuove generazioni, affinché seguano le indicazioni della piramide della dieta mediterranea. Ma come passare questo messaggio in modo che sia facilmente recepito soprattutto, seguito? Importante è certamente essere chiari, e in questo la piramide è di grosso aiuto, ma anche utilizzare concetti di salute e salubrità che possano interessare gli interlocutori. Non caso, se prendiamo l’esempio della campagna contro il fumo, il messaggio più dissuadente per le fumatrici è stato “il fumo provoca la comparsa precoce di rughe”, che è apparso più efficace di messaggi certo più importanti e salutistici quale “il fumo provoca il cancro”. Occorre quindi far leva sull’interesse per l’obiettivo finale. Ben lo sanno pubblicitari quando creano i loro prodotti: certamente il consumo di una particolare merendina non determinerà il diventare un campione sportivo, ma il messaggio subliminare che viene recepito dal bambino, e forse anche dal genitore, è proprio questo e l’impatto sul consumo è alto. Allora chi occupa di educazione alimentare deve sforzarsi di trovare il messaggio giusto per il diverso interlocutore a cui è rivolto.
Spinti dalla voglia di raggiungere un obiettivo che si considera importante, sarà più facile per i consumatori di ogni età seguire il modello della piramide.
Modello che tiene conto anche di importanti fattori quali l’attività fisica e la convivialità, così come della stagionalità di molti alimenti e della cultura e tradizione, che si esplicita nei prodotti locali.
Non ci sono valide motivazioni per non adeguare le proprie scelte alimentari a quanto proposto dalla piramide, men che mai quelle della “mancanza di tempo” per portare in tavola, ogni giorno, i cibi corretti. In questo, infatti, è venuta incontro alle esigenze dei consumatori l’industria alimentare, proponendo prodotti semi-pronti o pronti all’uso, che grazie alle nuove tecnologie alimentari possono aiutare il consumatore, sempre meno dedito alle attività culinarie, ad attenersi alla dieta mediterranea.