Orientamento ai consumi
Le
pere
(famiglia Rosaceae, specie Pyrus communis)
Fra storia e leggenda
Dagli esiti di scavi archeologici effettuati in Asia si deduce chiaramente
come questo frutto fosse conosciuto almeno fino a duemila anni prima di
Cristo, sia dalle civiltà mesopotamiche che da quelle dell'Europa
sud orientale. I campi Elisi della mitologia greca, l'Eden del primo libro
della Bibbia e il paradiso maomettano vedono il fondersi del naturale (mele
e pere) e del sovrannaturale: umano e divino si uniscono ai frutti della
natura. Omero cita le pere fra gli altri frutti del giardino di Alcinnoo
quando questi ospita Ulisse: "Alte vi crescon verdeggianti piante,
il pero e il melagrano… d'ogni stagione un zeffiretto spira, che mentre
spunta l'un, l'altro matura, sovra la pera giovane, e su l'uva, l'uva e
la pera invecchia, e i pomi e i fichi presso ai fichi ed ai pomi".
Nel corso dei secoli la pera è stata sempre considerata un frutto
salutare, e già Dioscoride, all'epoca dei Cesari, nel suo trattato
di "Materia medica" la indicava come curativa di molte malattie
dell'apparato digerente e urinario. Catone ne descriveva 6 varietà,
Plinio 40 e il granduca di Toscana Cosimo III sembra ne facesse coltivare
ben 200. Il pontefice Sisto V (al secolo Felice Peretti), alludendo al suo
cognome, nel suo stemma di famiglia fa comparire, in segno di potenza, un
leone rampante che sostiene un grappolo di pere, e così questo frutto
diventa simbolo del potere papale. Contemporaneamente l'Arcimboldo prende
la pera per dare un fisionomia definita al famoso dipinto del volto composto
di ortofrutta e l'avvicina ai fichi che sono il simbolo dei piaceri del
sesso.
Nei tempi moderni i discorsi sconclusionati si definiscono "a pera",
così come prende quel nome l'interruttore volante della corrente
o l'iniettore di gomma per clisteri, e in gergo, "farsi una pera"
è iniettarsi droga in vena; e, se "mela cotta" è
sinonimo di una persona debole e pacioccona, "pera cotta" sta
per un tipo travolto dall'amore e dalla passione.
Le varietà
Oggi la pera è coltivata in tutte le aree temperate ed è presente
sul mercato dall'estate alla primavera, non solo per il fatto che esistono
varietà a maturazione precoce e tardiva, ma anche perché si
conservano facilmente a zero gradi in grandi celle frigorifere generalmente
collocate vicino alle zone di produzione.
Nel mondo si conoscono, e sono in buona parte coltivate, almeno duecento
varietà di pere, dei più diversi colori e dalle forme più
strane. Fra i diversi microclimi che caratterizzano il territorio italiano,
è proprio nella regione Emilia-Romagna che le pere hanno trovato
il loro habitat ideale, tanto da fare di questi comprensori le zone più
produttive nel paese, sia per quantità che per qualità.
Nel corso degli anni, il miglioramento delle caratteristiche organolettiche
e generali delle pere della regione ha fatto sì che questo prodotto,
fra i pochissimi freschi in Italia, meritasse il marchio I.G.P. (Indicazione
Geografica Protetta). La Comunità Europea riconosce dunque alle nostre
pere una particolare attitudine a essere coltivate e prodotte sul nostro
territorio e viene contemporaneamente impedito a chicchessia di fregiarsi
dell'indicazione della provenienza regionale, se non viene perseguito un
preciso disciplinare di produzione e di commercializzazione che consente
al prodotto di chiamarsi "Pera dell'Emilia-Romagna".
Fra le varietà che meritano una menzione possiamo citare la "Precoce
di Fiorano", la "Coscia" e la "Spadona estiva"
(coltivate generalmente al sud) mentre in altre zone, vedi Piemonte, troviamo
la tradizionale "Madernassa" e in Emilia la "vecchia"
"Passa Crassana". Gli studi degli agronomi hanno portato la selezione
a proporre poche varietà ma di alta qualità; vediamole.
"William", si raccoglie a fine luglio e nella prima decade di
agosto, è giallo il colore di fondo della buccia, di pezzatura media
e di forma simmetrica e dritta conica, è una varietà con tessitura
della polpa molto fine, succosa, di buon sapore, idonea per la trasformazione
industriale.
"Max Red Bartlett": si raccoglie fra la seconda e la terza decade
di agosto, il sovracolore della buccia è rosso, mentre è ancora
giallo il colore di fondo, in quanto questa varietà deriva dalla
William; è di pezzatura media e di forma meno regolare rispetto alla
progenitrice, è una varietà con tessitura della polpa molto
fine, molto succosa e di buon sapore.
"Conference": si raccoglie a fine agosto/inizio di settembre,
il colore di fondo è giallo verdastro con lieve rugginosità
nei pressi del calice, è di forma conica e simmetrica, con polpa
fine, molto succosa e di sapore molto gradevole.
"Abate Fetel": matura dalla prima decade di settembre, ha la forma
più allungata fra le pere assieme a una leggera curvatura, con diametro
maggiore verso la base, e dal punto di vista estetico è la regina
di questa specie; il colore della buccia è giallo verdastro, la rugginosità
è nei pressi del calice, la polpa di tessitura fine, molto succosa
e di ottimo sapore complessivo.
"Decana del Comizio", è una varietà medio tardiva
che matura a fine settembre, ha forma tozza, convessa, di pezzatura medio
grossa (i frutti pesano circa 250 grammi l'uno), la buccia può avere
sovracolore rosa e fondo giallo verdastro, la polpa è di tessitura
fine, molto succosa e di sapore altrettanto gradevole.
"Kaiser Alexander", matura fra la seconda e la terza decade di
settembre, ha forma simmetrica e dritta con diametro massimo intermedio,
il colore di fondo della buccia è giallo ma la superficie è
completamente coperta dalla rugginosità, il sapore è zuccherino,
ha la polpa fine e molto succosa.
"Packam's Triumph", di pezzatura medio grossa e di forma concava
e simmetrica, il colore di fondo della buccia è giallo verdastro
con rugginosità assente o molto leggera, matura dalla seconda decade
di settembre fino ai primi di ottobre, è succosa e di buon sapore.
"Passa Crassana", è una vecchia varietà tardiva
che matura dalla prima decade di ottobre, si presenta con frutti di pezzatura
sostenuta, di forma tozza e convessa, la rugginosità è diffusa
prevalentemente attorno alla cavità calicina, la polpa presenta diverse
"sclereidi" (organuli solidi di chitina), è mediamente
succosa e di buon sapore, ha una buona attitudine alla lunga conservazione.
Per ultima citiamo la "Decana d'Inverno", molto tardiva, grossa
(anche oltre 300 grammi), con buccia di colore giallo verdastro, la polpa
presenta alcune sclereidi, è mediamente succosa ma di ottimo sapore.
Nel prossimo futuro troveremo sui banchi vendita diverse varietà
a buccia rossa, ottenute ad esempio dagli incroci fra "Decana"
e "Red Bartlett", ma anche per naturali mutazioni genetiche in
seguito ben selezionate, o come riproposta di antiche varietà, quali
la "Rosada" ("Dell'Auzzana") o il "Mirandino Rosso"
("Bella di giugno").
Le zone di produzione
In Italia si producono da 10 a 12 milioni di quintali di pere l'anno, ma
il 65% della produzione è concentrato nelle tre province regionali
di Bologna, Modena e Ferrara, dove dagli anni ottanta del secolo scorso
si è cercato di programmare con cura sia le quantità che la
qualità delle varietà proposte. La quasi totalità degli
agricoltori dell'Emilia-Romagna considera il "pereto" una sorta
di campo sacro, nel quale sperimentare annualmente i migliori sistemi di
potatura, di diradamento dei frutticini per lasciare maggiori risorse nutrizionali
a quelli che poi verranno inviati sui mercati, ove distribuire l'acqua con
piccoli irrigatori sotto chioma (per non fare ammalare le foglie) e rifornire
la pianta dei sali minerali di cui ha bisogno per vivere e produrre gli
ottimi frutti che troviamo sulle nostre mense. Di seguito, nella nostra
regione, centinaia di migliaia di quintali di pere (fino ad alcuni milioni)
vengono conservati fino alla primavera successiva con la semplice applicazione
del freddo (da 0 a 1°C) in celle con un contenuto di umidità
che arriva al 90%.
Altre zone produttive sono la provincia di Cuneo, quella di Verona, la Campania
e anche un piccolo ma qualitativamente notevole areale sulle falde dell'Etna.
Perchè fa bene alla salute
Le pere contengono una buona quantità di zuccheri semplici (fruttosio
di rapida assimilazione), pectine, tannino, sali minerali, acido malico
e citrico, oltre che composti fenolici ad azione antiossidante, non contengono
grassi, colesterolo o sodio. Sono una buona fonte di fibre e vitamina C.
La presenza di zuccheri semplici prontamente disponibili, come il fruttosio,
rende le pere un alimento adatto nei momenti del giorno in cui si avverte
una stanchezza fisica o mentale. Nonostante il suo contenuto zuccherino,
non è da sconsigliare a chi soffre di diabete. Anzi, il fruttosio
ha un effetto ipoglicemizzante assai più ridotto di quello del glucosio.
La grande prevalenza del potassio rispetto al sodio rende il consumo di
pere raccomandabile in tutti i regimi dietetici iposodici prescritti nel
trattamento dell'ipertensione e delle cardiopatie edematose.
Si tratta di un frutto molto digeribile che svolge un'azione diuretica rinfrescante
e lassativa.
Consigli per il consumo
Le pere si conservano a basse temperature, ma per gustarle in tutta la loro
fragranza è consigliabile tenerle 4/5 giorni a temperatura ambiente
prima di consumarle. Se una leggera pressione attorno al picciolo evidenzia
una polpa tenera, è il momento migliore per mangiarle.
Oltre al tradizionale consumo fresco, delle pere si consuma il succo, lo
sciroppo, le confetture, le bevande fermentate e alcoliche; in cucina trovano
largo impiego come ingredienti per dolci, macedonie e pietanze oppure si
possono gustare accompagnate a formaggi piccanti.
Composizione chimica e valore energetico
per 100 g di parte edibile (senza buccia)
- Parte edibile 84%
- Acqua 87.4 g
- Proteine 0.3 g
- Lipidi 0.1 g
- Carboidrati disponibili 8.8 g
- Fibra totale 3.8 g
- Energia 35 kcal
- Sodio 2 mg
- Potassio 127 mg
- Ferro 0.3 mg
- Calcio 11 mg
- Fosforo 15 mg
- Niacina 0.1 mg
- Vitamina C 4 mg
Fonte: Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione


