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Orientamento ai consumi

.Le mele
Famiglia Rosaceae, genere Malus domestica

Fra storia e leggenda
La storia dell'uomo sarebbe stata ben diversa se questo frutto non fosse entrato prepotentemente nei suoi destini: il suo primo consumo segna infatti il punto di confine fra una vita eterna, paradisiaca, piena di gioie, delizie e agi, e una vita brevissima e ben condita di tribolazioni, pericoli e malattie. La mela diventa dunque il simbolo del principio del bene e del male, dell'obbedienza e della disobbedienza, dell'amore e dell'odio; è la concausa della guerra più famosa del mondo antico, nel momento in cui Paride di Troia, giudice fra le dee nella contesa per la più bella, indispettendo Giunone e Minerva consegna la mela – il premio, appunto – ad Afrodite, la quale per ringraziarlo gli farà incontrare e farà innamorare di lui la donna più bella del mondo: Elena, moglie di Menelao, il quale, per riprendersi la sposa, scatenerà la guerra di Troia. Ancora nel mondo prebiblico, in particolare in Asia, la mela era ritenuta simbolo di bellezza e di prosperità: non solo, nei manuali erotici indiani, assieme al pepe nero, a quello rosso e al miele, la polpa delle mele diventa una formidabile pomata stimolante sia per gli uomini sia per le donne (molto probabilmente aveva funzione di vasodilatatore: in pratica, un precursore del Viagra!). Nella Bibbia, nel Cantico dei Cantici, si legge: "Presto, portate dolci d'uva che mi restituiscano forza, e mele che mi diano sostegno, perché sono malata d'amore!" (a quell'epoca non conoscevano gli effetti benefici ed eccitanti dell'acido clorogenico contenuto nelle mele... ma forse li intuivano!).
Nella mitologia greca le mele sono il mezzo con il quale l'astuto Ippomene conquista la bellissima Atalanta, che si sarebbe offerta a chi l'avesse battuta nella corsa, ma che avrebbe ucciso gli sconfitti… e furono in tanti! Godendo del vantaggio che Atalanta dava a tutti i suoi pretendenti, Ippomene lascia cadere tre mele d'oro sulla pista, e mentre la fanciulla, che correva nuda, come gli atleti del tempo, ma anche per turbare i pretendenti, si attarda a raccoglierle, raggiunge il traguardo e vince.
Le mele sono ben presenti nell'arte antica, da quella mesopotamica a quelle egizia, greca e romana (come negli stupendi mosaici della villa del Casale a Piazza Armerina in Sicilia).
Più recentemente, Biancaneve e la sua mela avvelenata, Newton che si narra abbia intuito le leggi relative alla forza di gravità vedendo cadere uno di questi frutti, Guglielmo Tell che lo colpisce con la balestra sul capo del figlio, New York che è chiamata la "Grande Mela", sono tutte figure ben presenti nell'immaginario collettivo.

Le varietà
Di colore giallo, rosso, verde, rosato, a maturazione estiva, autunnale o invernale, di pezzatura sostenuta, media o piccola, di forma globosa, conica, piatta, conica allungata ecc., ce n'è per soddisfare le esigenze di ogni consumatore.
Partendo dalle mele a maturazione estiva, troviamo quelle del gruppo "Gala" ("Mondial Gala", "Royal Gala" e "Galaxi") di colorazione rossa con aree verdi giallastre e di forma conica o globosa conica, e le gialle "Ozark Gold"; fra quelle a maturazione autunnale troviamo il gruppo delle "Red Delicious" (rosse) e delle "Golden Delicious" (gialle); fra le prime abbiamo le ottime "Red Chief", "Scarlet" e "Stark Delicious", fra le gialle le "Smoothee" e le "Golden B". Fra le mele a maturazione tardiva o invernale segnaliamo le "Imperatore Dallago", di forma globosa, di colore rosso e di pezzatura grossa; "Granny Smith" di forma tronco-conica, di colore verde e di pezzatura medio-grossa; "Staymared" di forma globosa, di colore verde giallastro con sovracolore rosso, "Fuji" di pezzatura media, con discreta colorazione striata, ma succose, croccanti e dolci al di là di un aspetto non sempre perfetto; "Pink Lady" con frutti rossi, di pezzatura media, di elevata consistenza e succosità.

Le zone di produzione
In Italia, primo paese in Europa, Russia, Polonia e Turchia comprese, si producono circa 21 milioni di quintali di mele l'anno. La coltura trova habitat favorevoli dalla Sicilia all'arco alpino: si coltivano mele a 1.000 metri d'altezza sull'Etna, sulla Sila, o in Campania (la famosa e ottima "Annurca"); anche sul monte Amiata o in Val di Chiana troviamo coltivazioni qualitativamente apprezzabili. Quantità e qualità si coniugano bene in Emilia Romagna, nel Veneto, in Piemonte e nelle due province autonome di Trento e Bolzano, dove negli ultimi anni si producono oltre il 50% di tutte le mele italiane con la prevalenza delle varietà gialle "Golden Delicious", rosse "Stark Delicious", verdi "Granny Smith", e rugginose "Renetta del Canada".

Perché fa bene alla salute
Uno dei maggiori vantaggi del consumo di mele deriva dalla presenza di fibra solubile, la pectina, di cui è ricca la polpa e soprattutto la buccia. La pectina ha un duplice ruolo: protegge dal cancro del colon e riduce il contenuto di colesterolo nel sangue. Le mele hanno anche un'azione antisettica intestinale sono, quindi, preziose nelle coliti e nelle diarree infantili; cotte riducono l'acidità di stomaco.
Il modesto apporto calorico e la prevalenza di potassio rispetto al sodio ne fanno un alimento utile per la salute, indicato anche nella dieta dei diabetici per la presenza di fruttosio, uno zucchero meno iperglicemizzante del glucosio e del saccarosio. Dalle mele viene inoltre un valido aiuto per mantenere l'igiene dentaria e per combattere l'invecchiamento poiché hanno proprietà antiossidanti.

Consigli per il consumo
Come ricordato sopra, ci sono varietà di mele che maturano d'estate, altre in autunno, altre ancora in inverno; in pratica le mele si trovano tutto l'anno. Le migliori sono quelle che al tatto risultano ben sode e non presentano ammaccature; a casa vanno conservate in frigo separate dal resto dell'ortofrutta poiché questa può venire danneggiata dall'etilene, il gas naturale che le mele producono, così come le pere e i meloni. Per non farle "arrugginire", una volta tagliate, si possono bagnare con succo di limone, d'arancia o d'ananas. E infine, va ricordato che già la saggezza popolare sa bene che: "una mela al giorno toglie il medico di torno".

Composizione chimica e valore energetico
per 100 g di parte edibile

Fonte: Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione