Orientamento ai consumi
Le
cipolle
Famiglia Alliaceae, genere Allium, specie Cepa.
La cipolla proviene dal misterioso oriente: dalle regioni del nord-est dell'India si è infatti diffusa in Afganistan, Iran, Iraq e Turchia, e in seguito in tutto il bacino del Mediterraneo. Il termine allium deriva dal celtico all che significa "caldo che brucia", mentre cepa deriva dal latino caput cioè "testa", in quanto fin dall'antichità la cipolla era considerata un prodotto importantissimo, come la testa appunto, e coperta anch'essa da diverse "tuniche" (o catafilli).
All'interno della grande piramide di Cheope, in Egitto, è stata trovata un'iscrizione che riportava minuziosamente i costi per il mantenimento degli operai che lavoravano alla costruzione di questo enorme monumento funebre, e con sorpresa si è scoperto che all'epoca vennero spesi ben 1.600 talenti d'argento per acquistare cipolle, agli e ravanelli o rape... ovvio pensare che all'epoca ben pochi fossero affetti da colesterolemia od obesità.
In Siria, Egitto, Tunisia, Marocco e Grecia la cipolla trovò la sua maggiore diffusione, e in questi paesi il consumo si è talmente radicato da mantenerne ancora vivissima la tradizione alimentare. Dalla Sicilia alla penisola italiana e da questa, con la dominazione romana, a tutta l'Europa, la cipolla si è diffusa trovando habitat favorevoli alla sua coltivazione fin nelle isole d'Inghilterra e d'Irlanda.
Dall'alto Medioevo fino agli inizi dell'Ottocento, ad agli e cipolle sono sempre stati attribuiti effetti terapeutici benefici, non solo come potenti vermifughi intestinali, ma anche come nemici di diavoli malefici, o contro le "fatture" e il malocchio.
Le varietà
Le cipolle sono di diversi tipi e varietà e si consumano durante
tutto l'anno: in genere, in ogni tipica zona di produzione si sono diffuse
particolari varietà su cui gli agricoltori hanno messo a punto le
diverse tecniche colturali. In relazione all'epoca di maturazione (o di
raccolta) le possiamo classificare in primaverili, estive e autunnali; le
varietà in molti casi prendono il nome dal colore, dalla zona di
produzione o dal mese della raccolta o della loro maturazione, mentre gli
ibridi hanno terminologie un po' più complesse.
Fra le cipolle gialle ricordiamo la "Dorata di Parma, la "Density",
la "Ramata di Milano" e la "Primula"; fra quelle rosse
ha acquisito fama e apprezzamento la "Rossa di Tropea", seguono
la "Rossana" e la "Rossa di Firenze"; per le bianche
ricordiamo la "Perfecto Blanco" e la "Biancaneve". Abbiamo
cipolle grosse a forma schiacciata come la "Bianca piatta d'Italia",
o a bulbo piccolo come la "Bianca di Portici" o la gialla "Borettana".
Infine ci sembra opportuno citare i "cipollotti" da consumo fresco,
raccolti prima dell'ingrossamento dei bulbi, che sono ottimi per condimenti,
insalate e per il pinzimonio.
Le zone di produzione
Sul territorio italiano, da sud a nord, si producono la bellezza di 5 milioni
di quintali di cipolle, e le aree più interessate a questa coltura
sono innanzitutto l'Emilia-Romagna con circa 1.400.000 quintali (30% della
produzione nazionale), seguono il Piemonte e il Veneto (che producono ciascuno
il 16%); mentre un 4 % spetta alla Calabria per la produzione della "Rossa
di Tropea", Sicilia, Puglia e Campania si dividono equamente il resto.
In Emilia Romagna le zone che hanno espresso la migliore vocazione e tradizione
produttiva sono i comprensori di Parma, di Bologna (Medicina) e il ferrarese,
particolare per la produzione di cipolle semiprecoci e tardive, che, frigoconservate,
sono raccolte nei mesi di giugno, luglio e agosto e vendute fino ad aprile
maggio dell'anno successivo.
Perché fa bene alla salute
La cipolla è un alimento ricco di sali minerali e di iodio; più
modesto è il suo contenuto di vitamine, che sono però presenti
in buona quantità nel prodotto fresco.
Contiene componenti aromatici volatili a base di zolfo, in particolare un
olio etereo responsabile del suo particolare aroma e della lacrimazione;
sono presenti sali di acidi organici, zuccheri ad azione lassativa e una
sostanza capace di stimolare l'attività renale: tale sostanza è
però termolabile, per cui l'azione diuretica della cipolla si esplica
soltanto se consumata allo stato crudo; sotto questa forma può però
provocare disturbi gastrici, in quanto aumenta l'acidità del succo
gastrico. Oltre alle proprietà diuretiche la cipolla possiede azione
antiscorbutica, antidiabetica e vermifuga.
La cipolla svolge inoltre un'azione balsamica sul tratto gastrointestinale,
sulle vie urinarie e dell'apparato respiratorio, abbassa la glicemia ed
è indicata per combattere l'ipertensione.
Consigli per il consumo
Questo ortaggio trova largo impiego in cucina e può essere consumato
fresco, cotto oppure utilizzato come ingrediente di sughi, zuppe, minestroni,
salse e frittate; tipico è l'uso italiano di tagliarlo finemente
e rosolarlo per il soffritto. La conservabilità varia a seconda delle
cultivar: alcune si conservano per mesi, altre solo per pochi giorni; una
temperatura di 0°C costituisce, comunque, la condizione ottimale per
una buona conservazione del prodotto.
Composizione chimica e valore energetico
per 100 g di parte edibile
- Parte edibile 83%
- Acqua 92.1 g
- Proteine 1 g
- Lipidi 0.1 g
- Carboidrati disponibili 5.7 g
- Fibra totale 1.0 g
- Energia 26 kcal
- Sodio 10 mg
- Potassio 140 mg
- Ferro 0.4 mg
- Calcio 25 mg
- Fosforo 35 mg
- Tiamina 0.02 mg
- Niacina 0.5 mg
- Vitamina C 5 mg
Fonte: Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione


