Orientamento ai consumi
Fra storia e leggenda
Questo dolcissimo frutto proviene dall'Asia minore e la sua coltivazione
in Europa è ben conosciuta anche durante la fase di espansione dell'impero
romano: infatti alcuni storici fanno derivare il nome "cerasum"
dall'antica città di Cerasonte, dove il generale romano Lucullo,
poi passato alla storia anche per i suoi famosi (luculliani!) banchetti,
innamoratosi della dolcezza di questi frutticini e della bellezza degli
alberi in fiore, ordinò lo sradicamento di alcune migliaia di piante
e le portò a Roma, e poi le diffuse per tutto l'impero. Lucullo si
innamorò certamente e giustamente del ciliegio dolce, ma in Europa,
pur allo stato selvatico, era già presente dall'età neolitica
il ciliegio amaro: infatti gli archeologi hanno trovato, presso insediamenti
palafitticoli scoperti in Svizzera, notevoli quantità di noccioli
di ciliegie, che però ovviamente avevano perso la capacità
germinativa.
Di pari passo alla sua diffusione in Europa, il ciliegio ha occupato ampi
spazi nei paesi del sol levante, in particolare in Giappone, che durante
il periodo della fioritura primaverile osserva il miracolo della "neve
sugli alberi".
Non c'è mente o cuore che resista alla proprietà delle ciliegie
a farci tornare bambini, al tempo in cui eravamo più poveri ma raggiungevamo
la felicità nel momento in cui, scavalcata una siepe, saltato un
fosso, scalato un tronco, ci appropriavamo del ramo buono, e… no,
non era un furto, anche il prete diceva che non era peccato, purché
non se ne "rubassero" troppe! Qualcuno le mangiava col nocciolo,
qualcuno faceva la colica... io buttavo fuori anche l'anima (mia e delle
ciliegie), ma i nonni dicevano che la colica faceva bene: purgava il sangue!
E poi, che bello mettersi le ciliegie doppie sulle orecchie, e magari con
quelle fare i primi gesti gentili alle bambine che come maschiacci ci seguivano
nelle scorribande!
Le varietà
Alla specie "Cerasus avium" appartengono le varietà "duracine"
e "tenerine" che normalmente arrivano sulle nostre mense e che
si chiamano con i nomi ormai noti di "Precoce della Marca" (questo
nome deriva dall'italianizzazione della varietà francese: "La
plus précoce du marché"); seguono le varietà "Fuciletta"
che si è adattata benissimo all'ambiente pugliese, e poi le varietà
"Tamburella" e "Malizia" molto note in Campania, fino
alla "Mora di Vignola".
Fra le varietà a polpa più soda (duroni) che sono molto più
gradite dai consumatori delle zone settentrionali del Paese, troviamo la
"Ferrovia", che dalla Puglia si sta diffondendo fino al centro
e nord Italia, la varietà "Bigarreau", con una maturazione
molto precoce, di seguito il "Durone di Vignola", il durone "Dell'Anella"
(con buccia rossa brillante), l'"Anellone di Vignola", il "Durone
Nero I°" (a frutto molto grosso e colore nero scuro anche nella
polpa), il "Durone Nero II°" (simile al precedente ma con
polpa più rossa), il durone "Della Marca".
Si stanno diffondendo inoltre altre ottime varietà, sempre a polpa
dura, dette "Canadesi", quali "Van" , "Celeste",
"Stella" e altre ancora di cui sentiremo parlare nei prossimi
anni.
Fra le ciliegie acide, la cui domanda per il consumo fresco è in
diminuzione, ma il cui ricordo è ben vivo fra coloro che hanno i
capelli bianchi, ricordiamo: le "amarene" (con le varietà
"di Pescara" o "di Verona") con polpa e succo chiari
e di sapore amarognolo; le "visciole" ("Regina hortensia"
e "Bella di Chatenay") con polpa e succo di colore rosso intenso
e sapore tendenzialmente dolce; le "marasche" ("Agriotta
nera del Piemonte", "Agriotta imperiale") con frutti molto
piccoli rosso-nerastri e polpa scura, acida e amara.
Le zone di produzione
Con la globalizzazione dei mercati, non è raro trovare sui banchi
vendita dei supermercati o dei negozi tradizionali ciliegie provenienti
dalla Turchia, dal Cile o dall'Argentina, ma nei mesi di agosto e settembre
(ben più in ritardo rispetto alla nostra epoca di maturazione) arrivano
ottimi e brillanti frutticini anche dalla Norvegia. In Italia è la
Puglia ad aver sviluppato maggiormente questa coltura nel corso degli ultimi
venti anni, tanto da diventare la maggior produttrice del Paese, che, nel
suo insieme, vede la commercializzazione di quasi due milioni di quintali
di ciliegie l'anno.
La meridionalizzazione di questa specie è dovuta a due eventi principali:
ottime varietà che si sono adattate maggiormente al clima meridionale,
e il relativo minor costo della mano d'opera alla raccolta, costo che ha
raggiunto oltre il 50% di tutti i costi di produzione. È ovvio che
questi frutticini, in particolare nelle operazioni di raccolta che avvengono
sempre manualmente, sono estremamente delicati e delicatamente vanno posti
in piccoli contenitori, che dovrebbero stare a una temperatura ideale non
superiore ai dieci gradi centigradi.
Oltre alla Puglia, troviamo ottime zone di produzione in Campania, in Emilia
Romagna nelle province di Forlì, Bologna e Modena (famosa è
tutta la fascia pedecollinare del vignolese, che si prolunga poi fino alla
zona di Porretta); ottime ciliegie le ritroviamo nelle province di Padova,
Verona e Trento, e in quest'ultimo comprensorio vengono assimilate agli
altri "piccoli frutti": fragoline, ribes, uva spina, lamponi,
mirtilli e more. Anche in Piemonte, nella provincia di Cuneo, da maggio
a tutto giugno, maturano ottime varietà a polpa soda.
Perchè fa bene alla salute
Le ciliegie sono particolarmente dissetanti, diuretiche e leggermente lassative.
Sono molto utili per mantenere l'equilibrio acido-base del corpo poiché
offrono un buon assortimento di acidi organici e una discreta quantità
di potassio, elemento fondamentale nel controllo dell'ipertensione arteriosa.
Le differenze di composizione dei principi nutritivi nei vari tipi di ciliegie
sono minime; dato l'elevato contenuto glucidico sono considerati frutti
zuccherini, ma non sono più calorici di altri.
Consigli per il consumo
Oltre al tradizionale consumo fresco, le ciliegie si utilizzano come ingrediente
per dolci, macedonie, confetture, sciroppi e altre ghiotte preparazioni.
Particolarmente indicato è anche il consumo di ciliegie conservate
sotto grappa oppure irrorate con cherry o vino rosso.
Nei semi è contenuto un particolare acido, l'acido cianidrico, che
assorbito in notevole quantità può provocare gravi disturbi
per cui è bene evitare di preparare le confetture lasciando cuocere
a lungo i noccioli con la polpa, altrimenti si può estrarre tale
principio velenoso.
Le ciliegie, subito dopo l'acquisto, possono essere racchiuse in sacchetti
di polietilene in modo da mantenere le drupe turgide e sane per alcuni giorni,
senza prolungare la conservazione oltre una settimana.
Composizione chimica e valore energetico
per 100 g di parte edibile
- Parte edibile 86 %
- Acqua 86.2 g
- Proteine 0.8 g
- Lipidi 0.1 g
- Carboidrati disponibili 9.0 g
- Fibra totale 1.3 g
- Energia 38 kcal
- Ferro 0.6 mg
- Calcio 30 mg
- Fosforo 18 mg
- Niacina 0.5 mg
- Vitamina C 11 mg
- Vitamina A 19 mcg
- Potassio 229 mg
- Sodio 3 mg
Fonte: Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione


