Bussola verdeComitato di Orientamento ai Consumi  dei Prodotti Ortofrutticoli

 

Mese di Maggio

 

 

 

Salta i menu

Orientamento ai consumi

Gli asparagi
(Asparagus officinalis)

Fra storia e leggenda
Gli asparagi hanno la loro origine nelle zone comprese fra l'Asia occidentale e l'Europa meridionale, e come alimento erano già conosciuti da egizi e greci diversi secoli prima di Cristo.
Ai tempi dell'antica Roma Catone, Plinio, Columella e Giulio Cesare li citano, ma può darsi si tratti di asparagi selvatici, che favoriti dal clima piuttosto mite del territorio verdeggiavano nelle campagne di allora e verdeggiano tuttora in vaste zone dell'Italia centro meridionale. Un anonimo poeta dell'età classica, richiamando la nascita e il rapido sviluppo dei turioni d'asparagi dal terreno, per la forma fallica della parte edibile della pianta ne fa il paragone maschile dell'uscita di Venere dalle acque.
Quando i romani conquistano la Spagna vi diffondono anche la coltivazione dell'asparago, che vi trova un habitat eccellente, tanto che la penisola iberica è ancora oggi una delle zone più produttive a livello mondiale. Alla fine del 1400 l'asparago si diffonde in Germania, Olanda e Polonia e nel 1700 dall'Olanda passa in Francia, dove, nella zona dell'Argenteuil, trova la sua massima diffusione oltre che un'accurata selezione delle varietà migliori, che arrivano fino a noi con l'ottima "Precoce d'Argenteuil", introdotta in Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Piemonte, Emilia Romagna e Toscana al seguito degli eserciti napoleonici.

Le varietà
La parte principale di questa pianta, non edibile, è rappresentata dalla "zampa", un ammasso formato da un rizoma e tante radici principali, di calibro piuttosto grosso, lunghe, carnose e lisce sulle quali si innestano sottili radichette secondarie. Da esso spuntano le gemme, che quando la temperatura supera i 10-12 °C si sviluppano e generano il turione, la parte edibile dell'asparago. Incrociando fra loro varietà idonee o selezionando le "zampe" che fornivano turioni migliori, si è arrivati a ottenere varietà o ibridi molto produttivi e di ottima qualità organolettica. Questi prendono il nome dalla zona di produzione dove si sono meglio ambientati, o, causa l'antica origine, dalla mitologia greco-romana: fra i primi ricordiamo "l'asparago d'Altedo", dalla splendida colorazione verde, che domina nella nostra regione e che proprio recentemente ha ottenuto l'Indicazione Geografica Protetta (IGP); "l'asparago di Bassano", che viene raccolto quando il turione è ancora sotto terra e quindi di perfetta colorazione bianca; "l'asparago di Tivoli", verde quanto il primo; il "Darbonne" (verde e bianco a seconda del sistema di raccolta), il "Mary Washington" (USA) e il già citato "Precoce d'Argenteuil"; al secondo gruppo appartengono le ottime varietà "Eros", molto coltivata nella provincia di Bologna e Ferrara, "Gladio" (verde e bianca), e poi le bianche "Junon" (Giunone, la dea dalla bianche braccia), "Diane" e "Minerva" a turioni verdi. Fra le diverse varietà di questa specie, abbiamo anche gli asparagi a colorazione violetta. Va ricordato che i turioni di prima qualità (che non possono essere più lunghi di 27 cm) sono quelli la cui parte verde occupa all'incirca l'80% della lunghezza del germoglio, che sono dritti e turgidi con le piccole brattee ben chiuse, e che hanno un diametro minimo non inferiore a 6 mm.

Le zone di produzione
Per quanto riguarda la coltivazione, sembra che l'Italia sia divisa in due seguendo idealmente la linea di confine tracciata dal Po: fatte le opportune eccezioni, a nord del grande fiume si coltivano e si consumano gli asparagi bianchi, mentre a sud, fino alla Sicilia, si preferiscono quelli verdi. La disputa culinaria per decidere quale dei due tipi sia il più saporito va avanti da almeno cento anni; chi scrive non ha dubbi che nella cucina del nord possa trovare egregiamente posto la trasformazione e la preparazione dei turioni bianchi (ma anche quelli verdi), mentre nella cucina del centro e sud del paese si inseriscono indubbiamente meglio i turioni verdi; la tradizione in questo caso la fa da padrona, però non possiamo negare un interesse crescente, anche nel nord Italia oltre che nel nord Europa, per la coltivazione e il relativo consumo dell'asparago verde, che oltre ad avere un aspetto più vicino alle attese salutistiche della popolazione è anche più facile da coltivare e da raccogliere. Gli asparagi infatti si raccolgono ancora uno alla volta, a mano, o con macchine agevolatrici che consentono al raccoglitore di stare seduto anziché chinato.
Per una migliore crescita di questo meraviglioso germoglio si preferiscono terreni sciolti o sabbiosi, e così la coltura si è molto diffusa nei litorali ferraresi, campani e pugliesi e si sta sviluppando anche in particolari zone della Sicilia, così che la precocità di maturazione e quindi di raccolta consentirà di coprire un arco temporale più lungo dell'attuale, che vede il prodotto italiano presente in maniera significativa solo nei mesi di marzo, aprile e maggio.

Perchè fa bene alla salute
Questo ortaggio, nelle varietà a turione verde, offre un buon quantitativo di vitamina A e uno discreto di vitamina C, quantitativi che si riducono nelle varietà bianche e in quelle coltivate in serra. Ricco di fibre, poco calorico, con modesto contenuto di sali minerali, ha proprietà diuretiche e contiene alcuni acidi, soprattutto l'acido ossalico, che possono causare problemi ai consumatori affetti da disturbi renali. Oltre all'importante azione diuretica, l'asparago stimola anche l'appetito. L'elevato contenuto di asparagina è la causa del particolare odore che acquista l'urina quando si consuma tale alimento.
L'abitudine di mangiare gli asparagi accompagnati a burro, uova e formaggio aumenta l'apporto calorico e può ostacolare la digestione: meglio allora tener presente che l'olio extravergine di oliva rimane il condimento più sano.

Consigli per il consumo
Gli usi culinari dell'asparago sono svariati: per minestre, zuppe, risotti, frittate o classicamente lessati. La cottura a vapore è quella che permette di ridurre al minimo la perdita di elementi nutritivi mantenendo inalterato l'aroma.
Si tratta di un ortaggio soggetto a rapido indurimento e altrettanto rapida perdita delle sue qualità e visto che i turioni più pregiati sono quelli teneri, è bene consumarli molto freschi. Quando ciò non è possibile, si può rifare il taglio sul fondo in modo che sia perfettamente piano e conservare gli asparagi in frigorifero, disposti in piedi, in un contenitore con un po' d'acqua sul fondo.

Composizione chimica e valore energetico
per 100 g di parte edibile (asparagi di campo)

Fonte: Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione