Orientamento ai consumi
Le
albicocche
(Prunus armeniaca vulgaris)
Fra storia e leggenda
Sarebbe fantastico poter percorrere le vie attraverso le quali tante piante,
oggi coltivate in Occidente anche con sistemi industriali, sono giunte a
noi da terre lontane, dalla Cina, dal Giappone, dall'Asia centrale: le vie
di Marco Polo fino alla dimora del Gran Can, che percorrono gli altipiani
del Tibet, le fantastiche città del Turkestan o di Samarcanda, o
le vallate e montagne del Kashmir e del Sinkiang (dove si coltivano albicocche
fino a 1.600 metri di altezza s.l.m.). Sono piante e frutti che nella radice
dei loro nomi portano ancora richiami esotici a un mondo che da bambini
ci sembrava favoloso come quelle genti e quelle tradizioni.
L'introduzione delle albicocche nel mondo greco-romano è senza dubbio
avvenuta a seguito delle campagne di Alessandro Magno; poi furono i romani,
cento anni prima della nascita di Cristo, a portare le piante di albicocche
in Italia da quella che era stata la Magna Grecia oltre che dalla lontana
Armenia ("Prunus armeniaca"); e infatti il segno e la "radice"
di quella regione d'origine rimangono nel dialetto romagnolo ("maniaga")
e in quello toscano ("armellino").
La buccia o epidermide dell'albicocca è talmente gradevole al tatto
che i poeti più e più volte l'hanno assomigliata alla plasticità
e alla bellezza del viso della donna amata, una pelle tenera e squisita:
infatti si può sbucciare una pesca, ma non un'albicocca… che
si mangia tutta, così come vorrebbe il trasporto amoroso verso la
donna amata.
Il richiamo alla dolcezza muliebre resta nei nomi delle varietà di
albicocche coltivate in Campania, quali la "Boccuccia" e la "Palummella",
e i fantasiosi costitutori meridionali delle varietà arrivano a battezzare
ottime cultivar col nome di "Spinosa", "Cafona" e "Pazza",
forse in ricordo di delusioni o dinieghi amorosi.
Le varietà
Fiori fra i calanchi! Dove pochi avrebbero pensato di coltivare fruttiferi,
nelle terre del Santerno, e più precisamente nel comprensorio di
Casalfiumanese (colline imolesi), gli agricoltori romagnoli hanno trasformato
un paesaggio quasi spettrale in un giardino che a primavera, nella prima
decade di aprile, per la sua fioritura fa incantare anche gli spiriti meno
portati all'osservazione dei fenomeni naturali. È qui che dalla fine
dell'800 ai primi anni sessanta ha trovato il suo habitat migliore l'ormai
celebre varietà "Reale di Imola", che, senza alcun richiamo
alla monarchia, è sovrana per dimensione, bontà, bellezza
e colore dei frutti. Nel 1963 quella varietà nel comprensorio aveva
un'incidenza dell'85%, seguita dalla "Tonda di Tossignano" (10%),
dalla "Precoce d'Imola" per il 2% e altre. In seguito, gli agricoltori
hanno saputo rinnovarsi con varietà ancora migliori quali: "Bella
di Imola" (23%), "Sabbatani" (15%), "San Castrese"
(14%), "Precoce Cremonini", "Sungiant" e ancora la "Reale
di Imola" che occupa ora solo il 5% delle superfici coltivate.
Ottime varietà sono pure: "Aurora", "Carmen",
"Portici", "Lady Elena", "Pisana" e altre
ancora.
Le zone di produzione
Come e senza alcun dubbio di più rispetto alle altre drupacee, l'albicocco
si coltiva dalla Sicilia alla Val Venosta, ma ha trovato nella regione vesuviana
della Campania e sull'Appennino romagnolo due ambienti e due microclimi
particolarmente favorevoli alla produzione di frutti di ottima qualità.
Sempre ai poli del Paese, ottime albicocche si stanno producendo in Basilicata
e in Piemonte oltre che in Sicilia nella provincia di Agrigento e in Veneto
nel comprensorio veronese. La produzione nazionale, che si aggira sui tre
milioni di quintali l'anno, si raccoglie a partire dalla fine di aprile
(nelle zone meridionali più precoci) per arrivare alla metà
di agosto con le produzioni tardive delle vallate alpine; sui mercati troviamo
anche frutti di importazione, in particolare dalla Spagna e dalla Francia,
ma una volta tanto la qualità nostrana è fuori discussione,
e ciò si afferma senza alcun pregiudizio per il prodotto importato.
Perchè fa bene alla salute
Le albicocche sono estremamente gradevoli come sapore e aroma a patto di
essere raccolte mature. Sono tra i frutti più ricchi di provitamina
A in quanto contengono molto beta-carotene. Tale vitamina è fondamentale
per la produzione della melanina, la sostanza che ci protegge dai raggi
solari e ci abbronzare. Il beta-carotene ha anche altre proprietà,
ovvero quella di proteggere il nostro corpo dalla cancerogenesi indotta
da agenti chimici, di rendere più acuta la capacità visiva
notturna, di proteggere le mucose della bocca, del naso e della cornea,
di rinforzare le ossa e i denti, di potenziare le difese immunitarie contro
le infezioni respiratorie, contro gli elementi tossici dell'aria inquinata
e contro i danni del fumo. La carenza di vitamina A, nelle zone in via di
sviluppo, è purtroppo causa di cecità in mezzo milione di
bambini ogni anno.
Le albicocche sono inoltre un'ottima fonte di potassio e di vitamina C;
possono risultare lassative per il loro contenuto di sorbitolo (uno zucchero);
il basso apporto calorico, sebbene accompagnato dal sapore zuccherino, rende
l'albicocca indicata nelle alimentazioni ipocaloriche.
Consigli per il consumo
Si tratta di frutti che consumati allo stato fresco risultano di facile
digestione, ma trovano largo impiego anche essiccati, oppure nella preparazione
di confetture, gelatine, canditi, succhi di frutta e macedonie.
Un particolare cenno va riservato alla mandorla che, dolce o amara, non
va mai consumata, perché contiene comunque una rilevante quantità
di acido cianidrico.
La durata delle albicocche è brevissima anche se conservate in frigorifero,
dove tra l'altro perdono sapore, per cui è bene acquistare il quantitativo
necessario e consumarlo in poco tempo.
Composizione chimica e valore energetico
per 100 g di parte edibile
- Parte edibile 94%
- Acqua 86.3 g
- Proteine 0.4 g
- Lipidi 0.1 g
- Carboidrati disponibili 6.8 g
- Fibra totale 1.5 g
- Energia 28 kcal
- Ferro 0.5 mg
- Calcio 16 mg
- Fosforo 16 mg
- Niacina 0.5 mg
- Vitamina C 13 mg
- Vitamina A 360 mcg
- Potassio 320 mg
Fonte: Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione


