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Bussola venerdì 18 luglio 2014

Aglio: toccasana da consumare fresco

Da dove viene l'aglio che consumiamo? Ricordiamoci di leggere sempre l'etichetta degli alimenti, che in questo caso dovrà riportare almeno il paese d'origine. L'Italia produce infatti una quantità di aglio pari a quella che importa (e contemporaneamente esporta verso Germania e Austria principalmente).
I bulbi che troviamo sul mercato provengono spesso dalla Spagna, ma anche da Cina, leader mondiale della produzione, e Argentina dopo essere passati dai Paesi Bassi, che sono grandi redistributori di prodotto. Insomma, prima di arrivare sulla nostra tavola hanno già percorso molta strada, troppa pensando alle conseguenze ambientali. Perciò, quando possibile, scegliamo il prodotto locale, disponibile allo stato fresco soprattutto in luglio e agosto, nelle numerose varietà di diverso colore, dal bianco, al rosa fino al rosso, oppure secco lungo tutto l'anno.
Il consumo a crudo, attraverso salse o pesti a base di aglio, è preferibile rispetto alla cottura, per salvaguardare la preziosa allicina, una sostanza antiossidante che combatte l'invecchiamento cellulare, prevenendo varie forme di tumore, fra cui in particolare quello al polmone. Altre salutari funzioni dell'aglio sono quella antibatterica, di contrasto dell'ipertensione e di regolazione della flora intestinale.
Termina oggi la nostra collaborazione alla redazione di questa pagina. Cogliamo l'occasione per salutare i nostri affezionati lettori invitandoli a seguirci su www.bussolaverde.it.






a cura di
Agenzia Territoriale per la Sostenibilità Alimentare, Agro-Ambientale ed Energetica